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Conosco persone che collezionano francobolli. Tutti belli ordinati nei loro album a taschine e guai a chi li tocca. Non si sa mai che si rovinino. Conosco persone che collezionano monete di ogni genere, valore o materiale. E poi ti chiedono l’euro quando le incontri per un caffè. Conosco persone che collezionano conchiglie. Grandi. Piccole. Medie. Bianche. Rossastre. Sfumate. A macchie. Rotte o scheggiate. Quasi volessero avere il mare a portata di mano per tutto l’anno. Conosco persone che collezionano magliette da tutto il mondo. Los Angeles. Londra. Berlino. Parigi. Roma. Toronto. Pechino. Melbourne. Tanto ormai l’Hard Rock è ovunque. E non importa se non ci sono stati di persona, ci sono andati gli amici che l’hanno comprata per loro. Conosco persone che collezionano gli oggetti più disparati che uno possa immaginare. Chi dischi in vinile. Chi libri. Chi fumetti. Chi quadri. Chi pietre. Chi lattine. Chi pacchetti di sigarette. Chi tappi di bottiglie. Chi cartoline. Chi accendini. E chi più ne ha più ne metta. E poi ci sono io che colleziono momenti. Proprio cosi. Io colleziono momenti. Ne ho a bizzeffe. Di vecchi e di recenti. Di belli e di brutti. Di gioia e di dolore. Di gloria e di vergogna. Di straordinari e di ordinari. Li colleziono proprio tutti. Non me ne faccio sfuggire nemmeno uno. Cosi da poterli sfogliare, come se fossero francobolli nel loro album, e riviverli in qualsiasi istante. E rimetterli poi al loro posto. Caso mai si rovinassero. Proprio come i francobolli.

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